Il governo spagnolo ha annunciato un nuovo strumento per contrastare l’odio online e la polarizzazione che si diffonde sulle piattaforme digitali. Intervenendo a Madrid all’“I Foro contra el Odio”, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato il lancio di “HODIO”, acronimo di Huella del Odio y la Polarización, uno strumento che servirà a misurare presenza, evoluzione e portata dei discorsi d’odio sui social network.
Nel suo intervento, riporta un comunicato stampa del governo spagnolo, Sánchez ha messo in guardia contro il ruolo assunto dalle piattaforme nel dibattito pubblico, sostenendo che “l’odio non nasce per generazione spontanea” ma “si coltiva e si promuove”, e che i social media lo hanno trasformato in “un’arma di polarizzazione di massa”, facile da usare e “estremamente redditizia per alcuni”.
Secondo quanto riferito da La Moncloa, il nuovo strumento combinerà analisi quantitative e revisione esperta, con pubblicazione dei risultati ogni sei mesi, in modo da rendere visibile ai cittadini il livello di odio presente sulle diverse piattaforme e incentivare le stesse aziende a muoversi verso ambienti digitali più sicuri.
Sánchez ha paragonato HODIO alla “impronta di carbonio”: come quella serve a misurare l’impatto ambientale, così questa nuova metrica dovrebbe servire a misurare l’impatto della violenza digitale, “perché quando qualcosa si misura, smette di essere invisibile”.
L’annuncio si inserisce nel pacchetto di misure per regolare i social network presentato dal governo a febbraio. La Moncloa definisce HODIO la seconda misura di quel piano, in un contesto nel quale, nelle parole del premier, “l’ambiente digitale non può essere uno spazio senza regole” dove “si premia l’impunità”. Sánchez ha anche denunciato che online si sta facendo “la politica peggiore”, quella che punta sulla “legge del più forte” invece che sulla “forza della legge”.
Al forum, oltre al presidente del governo, hanno preso parte rappresentanti di collettivi e specialisti nazionali e internazionali, insieme a esponenti delle principali piattaforme social, per discutere dell’aumento della disinformazione, delle molestie digitali e dei rischi legati all’intelligenza artificiale. Per l’esecutivo spagnolo erano presenti anche la ministra dell’Inclusione, Sicurezza sociale e Migrazioni Elma Saiz, la ministra dell’Uguaglianza Ana Redondo, la ministra dell’Infanzia e della Gioventù Sira Rego e il ministro della Trasformazione digitale e della Funzione pubblica Óscar López.
A spingere Madrid verso una nuova stretta sono anche i dati richiamati nel comunicato ufficiale. Secondo Fad Juventud, tre giovani spagnoli su quattro si imbattono in discorsi d’odio su internet. Nel 2025 l’Observatorio Español del Racismo y la Xenofobia (OBERAXE) ha inoltre individuato oltre 845 mila contenuti d’odio su Facebook, YouTube, Instagram, TikTok e X, con attacchi diretti in particolare contro donne, migranti e persone trans.
Il presidente del governo ha collegato esplicitamente la dimensione digitale alle conseguenze nel mondo reale. “Quello che inizia sullo schermo non sempre resta lì”, ha avvertito, sottolineando che la normalizzazione dell’odio in rete finisce per filtrarsi nella vita quotidiana. Nello stesso quadro, La Moncloa evidenzia che nell’ultimo decennio i reati d’odio sono aumentati del 41% in Spagna.

